Sogno o son desto
Quella sera tornavo dall’ufficio molto stanco ed affaticato per la pesante giornata appena trascorsa.
Mi apprestavo a liberarmi delle pesanti scarpe che avevo calzato per tutto il giorno quando sentii
squillare il telefono.
“Pronto…. pronto” ma non rispose nessuno.
Mi diressi allora verso il bagno dove riempii la vasca di acqua calda, circa 37 gradi, è una mia
fissazione ma mi rilassa tantissimo.
Andai poi in camera da letto dove mi liberai di tutti i vestiti che avevo addosso e camminando con il
mio accappatoio sulla spalla mi diressi in bagno dove la vasca era ormai colma.
Chiusi l’acqua e mi immersi in quella brodaglia fumante di vapori.
Come mi fui rilassato mi sentii osservato e girandomi di scatto verso la porta che avevo lasciato
socchiusa la trovai spalancata.
Sulla soglia stava eretta come una statua di marmo, nella sua immensa bellezza ed apparente
purezza una donna, nuda, bianca come la neve con i capelli neri con riflessi blu, gli occhi neri come
due grotte buie.
I suoi seni erano sodi, non troppo grandi, più tardi scoprii che mi stavano perfettamente nel palmo
della mano.
Ero pietrificato per l’imbarazzo e per l’eccezionale bellezza della sconosciuta quando questa si
avvicinò senza parlare e sempre in silenzio si immerse nella vasca davanti a me.
Come se ci conoscessimo da una vita mi prese le mani e le portò sui suoi seni perfetti, dopo di che
cominciò ad accarezzarmi l’uccello che fino a quel momento mi era rimasto completamente
addormentato ma che si risvegliò con un guizzo al tocco della dea.
Come attratto da una forza irresistibile mi lasciai andare alle sue carezze e nello stesso tempo le
massaggiavo i seni e ogni tanto facevo scivolare una mano verso il suo pube coperto di una folta
peluria riccia e nera.
Non passò molto tempo che mi sollevai davanti a quella stupenda creatura trovandomi con la verga
eretta all’altezza delle sue morbide labbra.
Lei come se non avesse mai fatto altro in vita sua prese a succhiarmelo con vigore, quasi si stesse
chiavando la bocca con il mio cazzo, ma non appena il mio uccello si irrigidì a sufficienza si staccò
dal mio membro e mettendosi carponi si dilatò le natiche accarezzandosi per due volte il roseo buco
con il dito.
Senza farmelo ripetere due volte mi inginocchiai dietro di lei e le appoggiai l’uccello sul culo e con
un colpo secco le sprofondai nell’intestino.
Neanche un gemito e neanche una smorfia furono la risposta della donna che cominciò a muoversi
avanti ed indietro con estrema dolcezza.
Subito eccitatissimo la presi per i fianchi e cominciai a sbatterla con più vigore facendo schizzare
l’acqua della vasca e sbattendo il ventre contro le sue marmoree natiche.
Dopo poco le inondai l’intestino di sperma con un orgasmo che sembrò infinito.
Quando mi estrassi dalle sue terga la donna mi prese a spompinare ed in un batter d’occhio ero di
nuovo in forma.
Senza esitazione si sedette sul bordo della vasca e allargando le cosce vellutate si accarezzò il pelo,
indicandomi l’altro buco.
Subito mi posizionai davanti a lei e con un colpo solo la penetrai fino in fondo.
Mi sembrò vergine ma anche questa volta ne un gemito ne una smorfia!
In preda all’eccitazione non feci caso alla mancanza di entusiasmo e cominciai a chiavarla come non
avevo mai chiavato nessuno in vita mia e dopo poco più di un minuto di frenetici rimbalzi sul suo
ventre la inondai con un secondo, ma non per questo meno piacevole e lungo orgasmo.
Lei si liberò di me, mi fece alzare e cominciò ad accarezzarmi l’uccello.
Subito dopo si inginocchiò di fronte a me prendendolo in bocca completamente.
Mi tornò nuovamente di ferro.
Lei incominciò a muoversi da prima delicatamente poi sempre più impetuosamente quando sento
nuovamente il telefono che suona DRIN, suona DRIN, suona DRIN…… di soprassalto mi sveglio
ancora frastornato, con l’uccello duro come il granito ancora nella vasca da bagno.
MI guardo attorno…..
CAZZO ERA SOLO UN SOGNO.
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