Riscoperta di una moglie

Ormai avevo capito che se le creavo occasioni ad hoc, mia moglie Luisa, l’integerrima prof., avrebbe tirato fuori tutta la carica erotica che nascondeva dentro per diventare la migliore compagna di letto; meglio di un’amante con la quale fai solo sesso senza sentimento. Insomma la troia che ogni uomo, anche se non lo dice a chiare lettere, vorrebbe avere al fianco.

Dopo quanto successo al mercatino, dove prima le mani nella figa e poi il cazzo in bocca dell’ambulante l’avevano svezzata, decisi di verificare la veridicità dell’accaduto ( o era solo una sua fantasia ?) preparandole una situazione intrigante.

Volevo capire come avrebbe reagito, osservandola questa volta da vicino. Misi un annuncio in rete del tipo se la conquisti puoi scopartela e risposero in tanti. Ne contattai uno; un professionista maturo, di bell’aspetto e soprattutto particolarmente dotato a giudicare dalle foto inviatemi. Gli fornii il cellulare di Luisa spiegandogli quando avrebbe dovuto chiamarla, con la scusa di un sondaggio svolto dalla compagnia telefonica. Gliela descrissi, anche nei gusti e nei modi di fare. Pregandolo di essere educato e di non risparmiarsi nei complimenti, sul genere che voce sensuale ha signora; fortunato suo marito mi piacerebbe vedere il suo volto che immagino splendido… L’accordo era che lo sconosciuto mi riferisse poi le reazioni e che si accordasse per una nuova intervista telefonica. Andò come previsto e lei, contrariamente a quanto immaginavo, non chiuse la comunicazione né chiese chi le avesse fornito il numero del cellulare.

In meno di un mese la chiamò cinque volte; poi finse che avrebbe dovuto consegnarle un omaggio a nome della società dei telefoni.

Se mi dà l’indirizzo glielo spedisco, oppure se passo dalle sue parti glielo porto di persona.

Preferì l’invio tramite corriere, indicando comunque all’anonimo intervistatore dove abitava.

Adesso cosa faccio? mi chiese a questo punto l’uomo che doveva realizzare il mio progetto.

Aspettala quando esce per andare al supermercato replicai fingi l’incontro casuale ed offriti di accompagnarla. Si schermirà ma non ti dirà di no, spero.

 

Era un sabato mattina e Luisa come al solito, dopo essere tornata dalla parrucchiera, verso le 11,30 uscì per recarsi al supermarket del paese a pochi km da casa. Giorgio, lo strumento del mio progetto, si fece trovare davanti al cancello con un pacco in mano ( un nuovo cellulare ), proprio mentre lei stava per salire sull’auto parcheggiata davanti alla nostra villetta.

La signora Luisa ….?

Fu bravo l’amico e dopo averle spiegato che passava da lì per caso e consegnato l’omaggio, la pregò di dedicargli ancora qualche minuto per l’ultimo questionario.

Mi spiace non ho proprio tempo; sto andando a fare compere. disse lei ma con scarsa convinzione, evidentemente colpita dal bell’uomo elegante, profumato e dal volto particolarmente maschio.

Se non disturbo la posso accompagnare, così non le rubo altro tempo e possiamo bere insieme anche un caffè.

Incerta Luisa levò gli occhi verso le finestra di casa nostra, quasi cercasse la mia approvazione. Notai la scena da dietro la tenda fino a quando colsi il suo cenno di approvazione verso il nuovo arrivato. Rimasero al supermarket meno di un’ora ; poi messe le buste in macchina entrarono nel bar, dove non seppi mai cosa si dissero, sempre più vicini uno all’altro. Fino a quando Giorgio comne mi riferì – non le prese una mano baciandogliela.

Uscirono, s’infilarono nella Bmw di lui e ben presto raggiunsero la periferia del paese dove c’era un boschetto usato un po’ come discarica a cielo aperto. Erano quasi le 13 e la gente che a quell’ora mangia era a tavola: in giro non c’era nessuno.

Fu a questo punto che squillò il mio cellulare: Giorgio aveva memorizzato il mio numero e senza farsi accorgere aveva attivato la linea; l’intesa era quella di lasciare aperta la comunicazione, tenendo l’apparecchio appoggiato sul cruscotto.

Così potei seguire in diretta, anche se telefonica, le performances della mia signora. Che dopo aver baciato a lungo il suo casuale amico, le chiese di succhiarle le tette , mentre si complimentava circa le dimensioni del cazzo di Giorgio.

Leccami anche i coglioni diceva lui spingilo bene in gola; mettici più saliva; sei un gran troia, hai un lago tra le cosce

Di lei si sentivano soltanto i mugolii di piacere, sempre più accentuati. Fino a quando le salì sulle ginocchia e se lo infilò dentro cavalcando quello sconosciuto che era lì solo per fotterla

come una vacca, come una puttana.ecco, sono proprio una puttana che succhia il cazzo e poi se lo prende nella figa senza preservativo

Ad un certo punto Giorgio le mise un dito nel culo chiedendole se lo volesse sostituito col suo consistente uccello.

No, per adesso no. Non ti basta questa grande figa ? Dai spingi, spaccami e poi vienimi dentro anzi no in bocca e poi ancora me lo rimetti.

Le frasi mi giungevano a tratti ma il contesto era chiaro: potevo vedere la scena anche se non ero fisicamente presente. Intanto non riuscivo più a contenere il mio uccello nei pantaloni: lo tirai fuori e decisi che sarei venuto in contemporanea con Giorgio. Avvenne pochi minuti dopo quando lei a bocca piena, annaspando e spuntando fuori la sborra del suo maschio di cui conosceva appena il nome, ne chiese ancora prima di pregarlo di infilarglielo nuovamente tra le cosce.

Tornò a casa che erano quasi le 14.

Mai vista tanta gente al supermercato ! si giustificò cercando di nascondere sotto il trucco rifatto lo sconvolgimento di poco prima che aveva lasciato traccia nei suoi occhi e nel suo intimo.

Feci finta di nulla; poi più tardi le chiesi di raggiungermi a letto per il solito riposino del sabato . Non si fece pregare ma, contrariamente al solito, allungò subito la mano sul mio uccello, vogliosa di cazzo.

Stetti al gioco e mi tuffai fra le sue gambe leccandole la figa; dopo un po’ la provocai

Sa di sborra, chi è che ti ha sbattuto oggi ?

uuhm uno che aveva un cazzo come il cavallo rispose mentre mugolava di piacere .l’ho incontrato al supermercato, poi siamo andati a scopare in un boschetto

Mi stava raccontando la verità nuda e cruda ignara che io sapessi che non erano le solite fantasie usate durante i nostri giochi a letto. Insistetti e me lo descrisse proprio come Giorgio era, aggiungendovi perfino la Bmw.

Potevi chiamarmi, ti avremmo scopato in due come mi chiedi sempre replicai senza smettere di leccarle la figa ( pratica che la fa letteralmente impazzire di libidine ).

Non c’era tempo sarà per la prossima ..voltaaaa portami a casa qualche tuo amico gridò mentre veniva come una forsennata.

Ti porto Giorgio, uno che non conosci ma che ha un cazzo sparai freddo e lei per un attimo s’irrigidì.

Sollevò la testa per scrutarmi e capirci di più su quanto stava accadendo; voleva comprendere se sapevo realmente dell’accaduto o se quel nome era soltanto una coincidenza.

Qualche sera faccio venire a casa Giorgio, il marito di Franca, quello che al mare ti faceva il filo aggiustai il tiro.

E lei tornò a rilassarsi, o finse di rilassarsi, rimettendosi all’opera e continuando a scopare come non mai.

Forse aveva capito o intuito il gioco; forse aveva immaginato che sotto sotto potesse esserci stato il mio zampino. Ma forse non gliene importava più di tanto, visto i risultati di coppia.

Dell’incontro con Giorgio ( del quale non fece mai nome) tornò a parlarne ancora a letto in altre occasioni, descrivendomi nei particolari quello che era accaduto al bar, nel boschetto, in macchina.

Finchè una mattina un pony recapitò effettivamente un pacchetto con il nastro argentato alla mia signora. Con un biglietto d’accompagnamento. Diceva:

Grazie della disponibilità offertami in diverse occasioni.

Era siglato G.

Ah, è quello dei sondaggi telefonici. Che gentile !

Seppi in seguito da lui che si erano incontrati ancora e che lei le aveva raccontato il particolare di quando mentre scopavamo, avevo pronunciato il suo nome.

Un caso, solo un caso l’aveva rassicurata lui, senza tuttavia convincerla.

Luisa aveva capito ? Se si, ha recitato la parte e continua a farlo da consumata attrice. A luci rosse.

 

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