Mia zia e mia madre

Fu durante le vacanze di Pasqua che mia zia 45enne, separata dal marito, venne a stare qualche giorno da noi, come faceva abbastanza spesso, a far compagnia a mia madre vedova, di tre anni più anziana di lei. Mia zia era una donna non bellissima, ma ben formata, non molto alta, con un seno abbondante e un sedere prorompente sorretto da cosce sode e belle gambe che fasciava sempre con calze velate color fumè: il tutto era abbastanza per solleticare il mio desiderio di ventenne, aumentato anche dai discorsi che le sentivo fare con mia madre sul fatto che non volevano rassegnarsi alla loro età ad una vita di clausura. Un pomeriggio mia zia stava riposando sul letto matrimoniale, notai subito che il vestito le aveva scoperto buona parte delle cosce: riuscivo a vedere le calze autoreggenti e parte delle sue mutandine; l’eccitazione mi salì alle stelle, ed approfittando del fatto che mia madre era in bagno, decisi di spararmi velocemente una sega a due passi da mia zia che dormiva. Stavo quasi per venire quando mi accorsi della presenza di mia madre che mi strattonò alle spalle cercando di portarmi via: rimasi sorpreso e imbarazzatissimo ma non riuscii a controllare l’orgasmo e venni sporcando anche, con uno schizzo, il vestito di mia madre. Alle richieste di spiegazioni da parte di mia madre risposi bofonchiando qualcosa del tipo “non stavo facendo nulla” e mi ritirai nella mia stanza pieno di vergogna.

La sera passò normalmente, mia madre non tornò sull’argomento e mia zia non doveva essersi accorta di nulla. La sorpresa venne dopo un po’ che ebbi dato loro la buonanotte, quando, indossato il pigiama, stavo per mettermi a letto: mia madre in camicia da notte venne a chiamarmi dicendo che la zia aveva qualcosa da dirmi. Io pensai a qualche commissione da sbrigare per la mattina successiva, mi diressi abbastanza tranquillo verso la camera di mia madre e vi trovai mia zia con una sottana nera che le faceva risaltare le forme del corpo e che faceva trasparire la biancheria sottostante. Mia zia mi disse che aveva saputo da mia madre ciò che avevo fatto nel pomeriggio e mentre parlava con tono sereno si toglieva la sottana rimanendo in mutande e reggiseno di pizzo. Io rimasi per un po’ inebetito con il gonfiore sotto i pantaloni del pigiama che si faceva sempre più evidente. Le saltai quindi addosso riempendomi le mani con ogni parte del suo corpo ormai nudo; mentre ero impegnato a stingerla e a baciarla mi sentii sfilare i pantaloni del pigiama: era mia madre che evidentemente voleva essere della partita. Mi ritrovai nudo in un groviglio di cosce, di seni e di culi, con il cazzo duro come marmo, come raramente era mai stato; mi fecero distendere e si accovacciarono ai miei fianchi cominciando a succhiarmi il cazzo a turno mentre l’altra mi leccava le palle. Ogni tre o quattro pompate si passavano l’uccello in bocca, non disdegnando il contatto fra le loro lingue, il che mi fece capire come fossero già abituate ad avere contatti sessuali tra di loro. Venni in bocca e in faccia a mia zia, e mia madre si precipitò a raccogliere con la lingua lo sperma che colava sulle guance della sorella e quello rimasto sul mio cazzo. Mia madre quindi si distese e mia zia le salì sopra, ciascuna con la testa fra le cosce dell’altra ed iniziarono a leccarsi le fiche furiosamente. A quello spettacolo infernale il mio uccello si risvegliò rapidamente, e cominciai ad infilarlo a turno nelle due bocche e nelle due fregne fradicie di umori; sborrai di nuovo. Stavolta nella bocca di mia madre, mentre mia zia la faceva godere a forza di colpi di lingua sulla fica e infilandole un dito in culo. L’orgia continuò nei giorni successivi, facendomi trascorrere le più belle vacanze della mia vita.