La baby sitter

Io mi chiamo Marco, ho 31 anni, sono un imprenditore, sono sposato con Valeria 28 anni,
commerciante e abbiamo una figlia, Daniela di 2 anni, io amo mia moglie e in questi 4 anni di
matrimonio non ho mai pensato di tradirla un po’ perché il lavoro non me ne da la possibilità, un po’
perché non ho mai cercato l’occasione, nè ho mai sfruttato quelle poche possibilità che mi si sono
presentate .
Fino a quando …
Giovedì sera, sto leggendo il giornale quando Valeria mi dice :
“Caro, chiami tu la baby-sitter per domani sera, il numero è sull’agenda, si chiama Roberta, chiedile
di essere qua per le 8 e mezza”
“Ok”rispondo io, sfoglio la rubrica, trovo il numero e chiamo:
“Pronto, buonasera sono Marco, il marito della sig.ra Rossi, potrei parlare con Roberta?”
“sono io”
“Ah, buonasera, potrebbe venire domani sera alle 20.30 per tenere Daniela?”
“Fino a che ora?”
“Guardi io sarò di ritorno al massimo a mezzanotte”
“Va bene, ci vediamo domani sera”
“buonas …, ha riattaccato”
“Di poche parole la signorina, eh Valeria”
“E’ così brava e gentile, sarà stata impegnata, poi deve piacere a Daniela non a te, sono già io la tua
baby-sitter !”.
L’argomento baby-sitter finì lì, io non l’avevo mai vista, ma mia moglie e la bambina erano
entusiaste di lei, e poi da quel poco che avevo visto era anche educata, sempre la casa in ordine, non
usava mai il nostro telefono, faceva giocare la bimba, la metteva a dormire e poi si metteva a
studiare .
Il giorno dopo, ore 20.30
“Apro io . Ciao Roberta, sei puntualissima !”
“buonasera Signora, ciao Dany, piccolo terremoto stasera spacchiamo tutto !! Signora ci sono
problemi se mi faccio venire a prendere dai miei amici a mezzanotte per andare in discoteca?”
“Ma figurati, a quell’ora Marco sarà già a casa, io no ! Vado ad un addio al nubilato e mi sa che farò
tardi”
“Buona serata, e non tormenti gli uomini”
Io nel frattempo, mi stavo preparando per andare ad una riunione con i miei soci, eravamo vicini al
lancio di un nuovo prodotto e lavoravamo anche alla sera, quella era l’ultima riunione, bisognava
solo controllare le ultime cose, però ero curioso di vedere com’era questa Roberta, chissà perché mi
ero messo in testa strane idee , forse ricordo di gioventù, quando nei romanzetti porno si leggevano
storie di baby-sitter troie, così con un pizzico di curiosità arrivo in cucina e la vedo di spalle, che
delusione ! una ragazza alta, un po’ curva, coi capelli raccolti, pallida, gli occhiali con quella
montatura di moda, finto intellettuale, un paio di jeans sfatti e un paio di anfibi sporchi .
“Buonasera Roberta, piacere di conoscerla, ci vediamo più tardi”
“Buonasera”.
La riunione finì presto, alle 10.30 ero già sulla strada di casa, con il mio socio ci fermammo a bere
una birra, nel locale vedemmo compagnie di amici che si apprestavano a passare la serata in
qualche locale, ci sentimmo un po’ fuori luogo e dopo due chiacchiere tornai a casa, erano le 11.30 .
“Buonasera Roberta, tutto bene?”
“Benissimo grazie, Daniela è a letto dalle 9.30 e io sto studiando, non ha chiamato nessuno”,
“Cosa studi?”
“Faccio Economia e Commercio, ma Matematica mi sta dando parecchi problemi, io e lei non
siamo compatibili”
“Se vuoi posso darti lezione qualche volta, ho fatto Ingegneria, non l’ho finita, ma gli esami di
analisi li avevo passati tutti e 2 con dei bei voti”
“Grazie, lo terrò presente, posso usare il suo bagno per cambiarmi, sa tra poco vengono a prendermi
i miei amici?”
“Prego, fai pure, un attimo solo che vado io poi e’ tutto tuo”
Dopo essere andato in bagno mi misi in poltrona a leggere, Roberta era entrata in bagno, guardai
distrattamente verso la porta e vidi che non era chiusa bene, si intravedeva la sua immagine sullo
specchio, all’inizio feci finta di niente, poi la curiosità prese il sopravvento e guardai, la vidi
togliersi il maglione ed i jeans, e notai così un gran bel sedere, sodo senza ombra di cellulite o
smagliature, quando dopo essersi tolta le calzacce di lana che indossava, incominciò a togliersi gli
slip, mi imbarazzai un attimino e girai gli occhi verso il libro, ma niente da fare istintivamente mi
rigirai verso il bagno e le vidi mentre indossava un perizoma , mmhh ! il perizoma è sempre stato un
mio sogno erotico, solo che mia moglie non lo mette perché non le piace, intanto sento un leggero
formicolio nei miei slip e questo mi sorprende, non ero certo in astinenza, ma quella vista rubata ed
il perizoma facevano un certo effetto .
Nel frattempo Daniela continuava, ignara o no del fatto che io la stavo vedendo, la sua vestizione e
si stava mettendo un paio di pantaloni attillati, accoppiato ad una camicetta aderente che mise in
risalto il suo seno, non grasso ma ben disegnato .
Quando usci dal bagno non potei non guardarla : era un’altra donna, i pantaloni a sigaretta
sottolineavano le sue gambe diritte e ben disegnate, la camicetta seguiva il profilo del suo busto e
metteva in risalto il seno e i capelli sciolti erano lunghi fino alle scapole, neri con bei riflessi, il viso
però mi colpì di più, era bello, un bell’ovale la bocca carnosa messa in risalto da un po’ di rossetto e
gli occhi neri e grandi, le davano l’aria di una bambina che sa quello che vuole, non potei
trattenermi e le feci i complimenti :”Complimenti stai benissimo”
“Grazie, fan sempre piacere i complimenti dai begli uomini come lei ma ora la saluto perché sono
arrivati i miei amici, a presto”
Io rimasi impietrito, quel suo complimento mi aveva lasciato a bocca aperta, rimasi un po’ a
pensarci su, a fantasticare fino a quando la stanchezza non prese il sopravvento e mi addormentai .
Mi svegliò mia moglie alle 3 di notte, con un bacio incredibilmente appassionato”Ehilà ! Chi si
rivede, hai passato una bella serata con le tue amiche?”
“Sì ! Siamo state in un locale di strip tease maschile, mi ha messo addosso strane idee”nel dire
queste parole una sua mano mi stava slacciando i pantaloni, l’altra entrava nei miei slip per estrarre
il mio pene, che in pochissimo tempo raggiunse l’erezione”anche tu non scherzi però, Hai forse fatto
qualche giochetto con Roberta?”
“No però mi ha detto che sono un bell’uomo”
“Sai è molto educata”
Io intanto le stavo togliendo la gonna, e mi tuffai a baciarle il ventre, e sentii l’odore intenso del suo
umore salire dalla sua passerina, le sfilai le mutande ( gran cosa le autoreggenti ) e infilai la mia
lingua in mezzo alle sua cosce . Lei le allargò e, siccome era ancora in piedi, si appoggiò alla mia
testa tirandomi i capelli e gemendo di piacere, nel frattempo io con un dito iniziai a massaggiarle
l’ano, per poi infilarlo dentro, questo provocò in lei un sussulto, seguito da un gemito di piacere più
profondo degli altri .
Ormai lei era senza gonna e mutandine, mi staccai da lei per togliermi i pantaloni e gli slip, lei si
inginocchiò e mi prese in bocca l’uccello leccandolo per bene, e poi succhiando, nel corso degli anni
era diventata proprio brava, si staccò e mi disse”Stasera lo voglio nel culo !!”Io rimasi di sasso, non
l’avevo mai sentita così lanciata”Ehi ma cosa è successo siete state in un locale di scaricatori di
porto”mentre le parlavo, stavo puntando l’uccello sul suo buco, lei si accomodo, si sedette sopra per
scivolare lentamente, fino a quando non entrai . Durò poco, io ero molto eccitato e lei pure, in una
decina di colpi le inondai il sedere, lei sentendo dentro di sé questa cascata si avvinghiò a me,
baciandomi dappertutto, sfilai l’uccello e lei me lo prese in bocca dicendo che non gli piaceva
vederlo sporco, questo me lo fece rizzare subito un’altra volta e lei mi fece venire in bocca . Stanchi
ma felici, andammo a dormire .
Al lunedì mi ero già scordato di Roberta, e rientrando a casa mi stavo preparando per la doccia
quando squillò il telefono
“Buonasera, sono Roberta, è lei Marco?, Sa ci ho pensato volevo chiederle se poteva darmi qualche
lezione di matematica, non trovo nessun altro, non si offenda la prego”
Io rimasi un po’ confuso ma le dissi subito di sì e restammo d’accordo per la sera seguente, dopo
cena . Quando lo dissi a Valeria, fu contenta
“Fai bene, è proprio una brava ragazza, è sempre stata gentile con noi e poi non ti costerà tanto
tempo”
La sera seguente, alle 9 in punto suona il campanello, vado ad aprire e vedo Roberta con una gonna
molto corta, resto imbambolato fino a che lei non mi chiese di entrare, visibilmente impacciato, la
faccio accomodare, mi faccio dare la giacca e vedo che indossa una maglietta molto aderente,
facendomi forza distolgo lo sguardo e vado a preparare lo studio per la lezione, mentre Roberta e
Valeria chiacchierano un attimo .
Nello studio la faccio accomodare ad un tavolo mentre io sto in piedi e spiego passeggiando per la
stanza, quando sono dietro di lei fisso la sua schiena e vedo che non indossa il reggiseno, questo
particolare, il sapere che i suoi seni sono a contatto con il cotone della maglietta, mi provoca
un’erezione che subito cerco di soffocare concentrandomi sulla matematica, ma il peggio deve
arrivare ; durante un esercizio mi siedo anch’io al tavolo e la fisso mentre lo svolge, lei mi chiede
come affrontare un determinato studio di funzione, io mi ero ormai”calmato”, mi accosto a lei,
inizio la spiegazione quando vedo che lei ha accavallato le gambe scoprendo il pizzo delle
autoreggenti, l’uccello mi si rizza subito nelle mie mutande, avverto l’imbarazzo e divento rosso
come un bambino sorpreso a rubare, quando lei si gira verso di me chiede
“Ha caldo?”
io ancora più rosso, farfuglio”Un po’, ho anche mangiato pesante”scuse pietose e mi siedo, proprio
mia moglie entra portandoci qualcosa da bere, mi vede e fa
“Amore cos’hai?”
“Ho caldo, poi la cena era un po’ pesante”
“Ma tu hai non hai mai avuto problemi con la mia cucina?”
“Starò invecchiando”.
Portai a termine la lezione, imponendomi di non guardare più Roberta, con grande fatica ce la feci e
andai a letto distrutto dallo stress, Valeria mi aspettava, nuda pronta a tutto e ci rimase molto male
quando le dissi che non me la sentivo, mi provocò con un pompino, ma visto che la mia reazione
era nulla, abbandonò commentando”Caro mio, spero sia passeggera questa tua difficoltà a digerire,
altrimenti mi trovo l’amante !”
Le lezioni proseguirono per un mese circa, fino a maggio inoltrato, senza particolari situazioni però
dentro di me cresceva un sospetto : Roberta era proprio brava in matematica, non aveva nessun
problema, era inutile che io le dessi le lezioni, eppure …
Arrivò il giorno dello scritto, alla sera telefonai a Roberta per chiederle com’era andato e lei mi
disse”Guardi, penso bene, comunque sabato mattina ho l’orale, incrocio le dita e mi rimetto sui
libri”
Sabato, a pranzo chiesi a Valeria se sapeva qualcosa di Roberta
“E’ venuta in negozio sua madre che mi ha detto che l’orale ce l’ha alle 2 del pomeriggio, comunque
lo scritto è andato bene, merito tuo !”
“Mah, lei la matematica la sa bene, forse ha solo una paura psicologica”
Dopo pranzo, mia suocera venne a prendere Daniela per andare in gita, Valeria tornò in negozio e io
mi cambiai per fare alcuni lavoretti in casa, stavo montando degli scaffali quando squillò il
campanello : aprii era Roberta, mi saltò al collo, mi baciò sulla bocca e urlò:
“27 ! Ho preso 27 ! Grazie mille, è tutto merito suo”
Io, bloccato da quell’entusiasmo, tentai una risposta
“ma … cosa …, non io non ho fatt..”
lei mi zitti”Non è vero, io ero insicura, lei mi ha aiutato a superare la mia insicurezza, non saprò mai
come ringraziarla”e mi baciò, con la sua lingua aprì le mie labbra e si insinuò dentro la mia bocca,
io non reagii subito, poi però le mia mani si appoggiarono sul suo sedere e sentii che indossava il
perizoma,”finalmente ti sei accorta di me . è da un mese che ti provoco, ma tu sembravi di ferro, lo
sapevo che guardavi le mie tette e che la prima sera mi hai guardata mentre mi cambiavo in bagno”
“Allora era questa la tua intenzione non erano casualità”
la portai in sala e subito ci baciammo, io la strinsi a me per farle sentire il mio uccello che diventava
sempre più duro, lei mi tolse i braghini e la maglietta, incominciò a baciarmi i capezzoli, che subito
si indurirono, e con la mano incominciò a masturbarmi, delicatamente, io le slacciai la gonna e la
camicetta e toccai le sue chiappe, sode e morbide .
Ci sdraiammo , si slacciò il reggiseno e vidi le sue tette belle, sode con dei bei capezzoli rosa,
rimanere su, non avere un minimo di cedimento, mi ci tuffai, come erano belle, che piacere
ciucciarle, intanto con una mano le sfilai il perizoma e con un dito cercai il suo buchetto, già
bagnatissimo, lei subito allargò le gambe e il suo respiro si fece affannoso . Oramai eravamo nudi il
mio uccello era teso, pronto a penetrarla, io la masturbavo e lei lasciava fare abbandonandosi al
piacere, uscii dalla sua fichetta e col dito bagnato dal suo umore scesi verso il suo ano, lo
massaggiai, lei alzò leggermente il bacino per facilitarmi le cose, ed io spinsi un attimino e le ficcai
il mio dito nel sedere, lei gemette e subito incominciò un movimento ritmico con il bacino, occhi
chiusi e la bocca aperta, era in preda al piacere .
Dopo averla”massaggiata”tirai fuori il dito e lei salì sopra di me incominciando a baciarmi, iniziò a
scendere, finché con la testa fu all’altezza del mio uccello, lo baciò , lo leccò poi passo alle palle che
leccò, tutto con una lentezza esasperante, che non faceva altro che aumentare in me l’eccitazione, le
sue dita intanto mi massaggiavano le palle, l’inguine e la zona intorno all’ano in un lampo poi la sua
bocca inghiottì l’uccello e il suo dito mi penetrò il buco del culo, rimasi un po’ stupito, però la cosa
mi piacque e le mie mani accarezzarono la sua testa, lei era bravissima, lavorava con la lingua in
maniera divina, poi quella sensazione strana del dito mi intrigava .
La staccai da me e la feci sedere su di me, il mio uccello scivolo senza alcuna fatica dentro la sua
figa, bagnatissima incominciammo a scopare come dei folli, lei mi cavalcava con vigoria e gemeva,
mamma mia come gemeva, io le toccavo le chiappe, il seno tutto quello che potevo toccare, io lo
toccavo, lei ad un certo punto, ansimante mi disse”… Nel culo, mettimi un dito in culo”io senza
farmelo dire 2 volte le ficcai un dito nel culo, questo la fece contorcere dal piacere, si muoveva
sempre più, io ero prossimo all’esplodere, lei se ne accorse e mi fece uscire da lei, io provai ad
appoggiarlo al suo sedere ma lei disse
“No, mio bel papà, quello sarà per un’altra volta, oggi ti do la mia bocca”e si diresse verso il mio
uccello, che sparì tra le sue labbra . In poco tempo le venni in bocca, lei ingoiò tutto e con la lingua
pulì per bene il mio uccello, ci sdraiammo un attimo sul tappeto, rimanemmo in silenzio fino a che
lei disse”Sai, è da un po’ che aspettavo questo momento, parlando con le mie amiche che come me
fanno le baby-sitter, mi ero accorta che ero l’unica ad andare da una famiglia in cui il marito non ci
provava, a me faceva piacere, però le mie amiche avevano dei mariti brutti e maleducati, mentre tu
sei bello e gentile, la sera che mi sono cambiata nel tuo bagno ho lasciato aperta apposta la porta per
vedere la tua reazione, e quando ho visto che eri imbarazzato ma però mi spiavi, subito decisi che ti
volevo, grazie alla matematica ce l’ho fatta”
“Ma allora le lezione erano una scusa?”
“No, a me serviva qualcuno che mi facesse vincere la paura, e quello sei stato tu, però sono anche
servite a stuzzicarti”
Detto questo si alzò , si rivestì e disse”Mi spiace ma ora vado, a casa mia mi stanno aspettando, ho
detto loro che ho perso il treno, comunque se vuoi ci rivedremo”
“A me sta bene, basta che la storia non vada oltre il sesso”
“Non ti preoccupare, non voglio rubarti a tua moglie, si vede che l’ami troppo, io voglio solo far
l’amore con te, dei diverso dai miei coetanei, loro dopo 2 minuti vengono, che schifo, comunque,
grazie a te, sono stata ammessa al programma di scambio con l’Università di Göteborg, il 27 di oggi
ha confermato la mia media, martedì vado in Svezia per 6 mesi, addio”Nel dire queste parole si
chino, mi baciò sulla bocca, mi ciucciò l’uccello per un attimo e usci di casa .
Io mi rivestii, ero contento ma anche un po’ amareggiato, avevo trovato un’amante ma era già andata
via, – pazienza -, pensai – aspetterò 6 mesi, oppure cercheremo un’altra baby-sitter con problemi in
matematica.
Ieri mattina, dopo che i miei erano partiti per una breve vacanza al mare, ho sentito suonare alla
porta.
Assonnato ,vado ad aprire: era lei.
Capelli neri, media altezza, piuttosto magra.
Viso arrogante ma quasi bello.
Forse un po’ troppo truccata.
“Posso entrare un attimo”, mi chiede?
“Certo, ma guardi che i miei genitori non ci sono”.
“Lo so. Appunto”.
Sbigottito, la faccio entrare.
“Ciao”.
“Buongiorno”.
“Sono venuta per mostrarti una cosa…”
“Cosa?”
“Che se solo volessi potrei farti strisciare ai miei piedi dal mattino alla sera, a comando,
arrogantello che non sei altro” e dicendo questo la sua mano sinistra mi afferra i genitali attraverso i
calzoni della tuta.
“Ma…. Cosa sta facendo?”
“Silenzio. Stai zitto e guarda come stai già godendo”
Effettivamente il mio pene si ingrossava a vista d’occhio nella sua stretta decisa ma non dolorosa.
Avevo un groppo in gola e non riuscivo a parlare. Il mio cuore prese a battere più forte.
“Giù i pantaloni, adesso”
“Ma….”
“Obbedisci, schiavo”
Obbedii. Lei mi impugnò meglio sul pene nudo e teso al massimo.
“Adesso in ginocchio”
Si tira su la gonna lunga di un poco soltanto e mi ordina di strisciarci sotto.
“Succhiamela, avanti”
Lo faccio e sprofondo la mia faccia nel suo pelo odoroso e folto.
“Fuori la lingua, scemo!”
La obbedisco, infilandole la lingua nella figa fino in fondo.
La muovo, mi agito.
Con un colpo del piede mi fa cadere sdraiato a terra e mi monta a cavalcioni sulla faccia.
Io continuo a servirla con la bocca.
I suoi succhi mi coprono il volto.
Sento mugolare più volte, mentre viene sulla mia faccia.
Quasi non riesco a parlare.
“Bravo cagnolino. Adesso stai buono che ti faccio godere davvero, sotto i miei piedi”
Mi afferra il cazzo fra i piedi, e stano eretta sopra di me, in pratica mi masturba pestandomi.
In pochissimo vengo a caldi fiotti sotto il suo peso.
Lei mi sparge lo sperma sul petto per pulirsi.
“Vedi, non sei altro che un giocattolo…. Quando ne avrò voglia verrò e ti godrò un po’. Sei
d’accordo, piccolo?”
“Certo, padrona”
Non litigai mai più con lei.

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