Il tempo delle mele – Racconti Eros

Il tempo delle mele

No, non è il titolo del famoso film anche se è stato un film ad ispirare questa storia, accaduta non
molto tempo fa.
Qualche pomeriggio prima eravamo stati a vedere Porky’s III in seconda visione ed avevamo
deciso, un po’ per invidia, un po’ per gioco di organizzare anche noi uno scherzo piccante.
Il sabato coincideva con il compleanno di Lucio e così decidemmo di organizzare una festa “molto
privata”.
Invitammo oltre alle nostre tre ragazze, due sorelle e due fratelli nostri amici di scuola ma senza
dire alle une degli altri.
In particolare non fu facile convincere i due ragazzi che molto timidi se ne stavano spesso in
disparte fra loro, e di cui nessuno era a conoscenza di storie con ragazze.
Anche per noi la cosa era eccitante perché pur essendo amici molto intimi, ci raccontavamo le
esperienze più segrete per migliorare le prestazioni con le nostre ragazze, non avevamo mai avuto
occasione di vederci all’opera e questa poteva esserlo.
Alle 10 di sera eravamo tutti insieme a chiacchierare quando Lucio propose di pensare ad un gioco
(in realtà era già tutto organizzato)… alla fine decidemmo di fare il gioco dei baci e delle mele ma
con la variante della mosca cieca. facemmo inginocchiare su una fila le ragazze, in ginocchio e con
le mani dietro la schiena, poi appendemmo cinque mele ad una corda regolando l’altezza in modo da
far capitare la mela proprio all’altezza della bocca, così fatto cominciammo a mettere in ginocchio
anche i ragazzi ed a bendare entrambi.
La mossa successiva, mentre Lucio diceva due chiacchiere per perdere tempo, fu quella di prendere
dal frigo una coppa con della mela grattata e di sbendare i due fratelli che avevamo invitato
facendogli il gesto di star zitti. Intuirono che stavamo organizzando uno scherzo ma non
immaginavano di che tipo.
Per primi, dicemmo, dovevano essere i ragazzi a cercare di mordere la mela senza sbattere la faccia
su quella delle ragazze… e così il gioco partì.
Dopo un po’ nessuno (ovviamente!!!) era riuscito a mordere la mela e fu il turno delle ragazze
sempre bendate alle quali raccomandammo di attendere la partenza del successivo brano musicale.
Il tempo era sufficiente.
Ci alzammo in piedi, ci calammo le braghe, invitando anche i due fratelli a fare altrettanto… ci fu
una certa resistenza perché cominciavano ad intuire il tipo di scherzo.
La loro timidezza era molto forte ma poi, dopo qualche sguardo fra loro, decisero che non era il
caso di rovinare tutto e si abbassarono anche loro i pantaloni.
Gli passammo la polpa di mela da mettere sulla punta dello strumento, i nostri ormai duri e pronti
mentre i loro erano ancora mosci e dovevano essere sostenuti con le mani.
Il brano musicale stava per cominciare, togliemmo di mezzo le mele, ci posizionammo alla giusta
altezza ed attendemmo sempre più eccitati e curiosi di vedere la reazione sia delle nostre ragazze,
ognuna davanti al cazzo che tante volte avevano già assaporato, che delle due sorelle ignare e forse
anche inesperte.
Inizia la musica… le loro bocche aperte cominciano a cercare nell’aria la mela… è il momento di
agevolarne la ricerca… arrivano… è nella bocca… una lingua comincia a gustare la mela… chiudo gli
occhi… è andata …il silenzio (o quasi) dimostra che lo scherzo è riuscito, anzi è finito ed inizia una
nuova avventura.
Le mani si aggiungono alle bocche, non le avevano legate apposta, sento il mio liquido accumularsi
pronto a partire, ad esplodere… vaiiii!!!
É il momento di sbendare le ragazze… le nostre ci guardano… porche ma tranquillizzate dalla
sicurezza di essersi applicate sul membro giusto.
Le due ancora intente a far venire i due fratelli si sbendano da sole e continuano la loro gustosa
opera fino a che un gemito più forte, all’unisono, non indica che anche loro sono dei nostri.
In quel momento i due fratelli divennero rossi, e capimmo che non era il caso di continuare nello
scherzo, poteva bastare per noi e per loro.
Ci ricomponemmo e continuammo la festa… torta e champagne.
Per circa una settimana non vedemmo, nel solito luogo di incontro serale, i nostri invitati.
La domenica successiva i due fratelli ci comunicarono di fare coppia fissa con le due, seppure a
ruoli invertiti rispetto a quella sera, e ci ringraziarono perché avevano capito quale era la giusta via.
Via che, ci confessarono, stava prendendo fra loro tutta un’altra direzione.
L’anno dopo, sempre al compleanno di Lucio, festeggiamo con qualcosa di più di uno scherzo
quell’evento tutti e dieci.
Il motto fu “Una mela al giorno toglie il medico di torno”.

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