Il battesimo della pioggia

Ero a Firenze da poco ed il mio ragazzo, Claudio, una sera mi disse che eravamo stati invitati ad
una festicciola intima.
La sera ci recammo sulle colline fiesolane ove fummo accolti con grande cordialità dal padrone di
casa che era un conoscente di Claudio.
Non tardammo molto a capire che avevamo equivocato sul significato della parola “intima” che non
significava un meeting fra pochi, ma un meeting fra una ventina di persone che agivano molto
intimamente.
Con una rapida occhiata fra me e Claudio decidemmo di far buon viso a cattivo gioco e
rimanemmo.
Nell’ampio salone vi era un lungo tavolo imbandito con rustici, ma tutti bighellonavano sul terrazzo
coperta da un pergolato superbo.
Vi erano vari gruppetti ed io mi sentivo spaesata, ma avendo visto Claudio con un giovane con cui
parlava mi avvicinai.
I discorsi erano seriosi e quasi non si accorsero di me.
Ma improvvisamente sentii una mano che si infilava sotto il mio gonnellino e placidamente mi
pastricciava le natiche.
Guardai Claudio sgomenta e vidi che lui seguiva con lo sguardo alquanto sorpreso il braccio del suo
conoscente che “razzolava” fra le mie natiche!
Ad un certo momento della serata proposero di andare a vedere il magnifico cavallo che il padrone
di casa aveva acquistato da poco.
Era un morello imponente alto forse due metri.
Elisa, una superba rossa-tiziano con due tette bellissime a pera, disse improvvisamente… io me lo
farei sto cavallo!
Fu subito un urlo di urrà e lei si spogliò completamente mettendo a nudo un corpo da statua greca.
Misero il cavallo in un piccolo box, posero una tavola sotto la sua pancia ed Elisa tranquillamente si
stese sulla tavola a cosce larghe.
Gli spettatori erano molto perplessi e sicuramente pensavano che tutto sarebbe finito con quella
esibizione e qualche “massaggio” all’attrezzo (enorme) del cavallo.
Elisa invece afferrò con ambedue le mani l’enorme membro dell’animale e cominciò a puntarlo
verso la sua fessura.
Il silenzio era assoluto, mentre suo marito le carezzava il viso per tranquillizzarla.
Pian piano lei fece penetrare il coso del cavallo nella sua fica e comincio’ a muoversi per farsi
chiavare dalla bestia.
Tutti erano estasiati ed increduli dal momento che non pensavano dicesse sul serio e non credevano
fosse arrivata al punto della penetrazione totale.
Lei con ambo le mani abbrancava sempre il membro del cavallo e poneva… un limite alla
penetrazione per non venire squarciata.
La chiavata duro’ quasi quindici minuti ed a giudicare dai gridolini di Elisa e dall’espressione
“persa” dei suoi occhi fu molto gradita.
Qualcuno grido’
“attenzione il cavallo sta per sborrare!” … appena in tempo a far uscire il coso del cavallo dalla fica
di Elsa che la bestia riverso’ una enorme sborrata sulla pancia, sulle mammelle e sul viso di Elisa.
Scoppio’ un grande applauso! Elisa, distrutta dal piacere, fu accompagnata dalle altre donne alla
doccia per essere ripulita.
Io ero rimasta terrorizzata da cio’ che avevo appena visto, ma affascinata e sentivo la fichetta che
tirava maledettamente…!
Al rientro le signore mi guardavano con sospetto e distaccate sia per non aver partecipato al festino
e sia per non essere andata con loro alle docce.
Io per rivalutarmi mentii dicendo
“avete mai fatto la pioggia dorata? io si e vi assicuro che e’ deliziosa”, le donne si guardarono in
faccia ed una stronzetta mora e tutta pepe disse
“allora che aspettiamo a farle il battesimo dell’acqua?”
Mi sono sentita morire… ma capii che avevo poco da obiettare visto l’entusiasmo con cui venne
accettata la sua proposta!
Immediatamente si riunirono intorno a me sia gli uomini che le donne, mi fecero acquattare in terra
mentre i maschi sfoderavano il loro arnese e le donne tirarono giu’ gli slippini minuscoli e…
cominciarono ad irrorarmi con una cascata di piscio sul viso, sui capelli, sui vestiti.
All’inizio ne ebbi una sensazione di fastidio ma quel liquido caldo ed odoroso che mi si versava
ovunque, sul volto, in bocca, sul collo per poi colare fra le mammelle, che colava a fontanella dai
capezzoli fino a raggiungere il ventre ed insinuarsi fra le cosce (che intanto avevo ben allargato) per
poi andarsi a cacciare imperioso nella mia fessura e scolare lungo il solco delle natiche, mi diede un
gran piacere fisico.
Cominciai timidamente a tirare fuori la lingua ed a levarmi la leggera camicetta ormai inzuppata.
Non vi nascondo che ebbi nel frattempo un paio di orgasmi e loro se ne accorsero e mi incitavano
con parole oscene qualcuna, non so chi mi mise una mano fra le cosce e grido’
“ha anche goduto la porcellonaaaa”!
Finita la pioggia mi accompagnarono alla doccia per ripulirmi.
Qui capii l’entusiasmo nell’accompagnare prima Elisa ed adesso me!
Tutte mi leccarono su tutto il corpo per ripulirmi e qualcuna si intrufolo’ fra le cosce per lavarmi per
benino anche dentro la fica.
Ho goduto come non mai! ad un certo punto intravidi la moretta scatenata e volli vendicarmi
dicendole
“vieni cara, ho un regalino tutto per te”, la feci mettere seduta avanti a me fra le mie cosce, le feci
aprire la bocca, io mi allargai con le dita le grandi labbra e le feci una abbondantissima pisciata in
bocca.
Lei non si scompose e bevve avidamente tutto e quando qualche rivolo colava via dalle sue labbra,
lo raccoglieva con le mani e lo riportava alla bocca, ma le riusciva raramente perche’ mille lingue
erano pronte a raccattare il mio prezioso nettare.
Dopo quella sera ne io ne’ Claudio, ormai mio marito, abbiamo avuto piu’ dubbi sul significato della
parola “intima” e per non dimenticare il significato appreso cosi’ brutalmente, abbiamo continuato a
frequentare il gruppo per molto tempo.

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