Il bagnino pompa sempre due volte

Quell’estate dopo il diploma avevo trovato un posticino da bagnino presso il lido Rivabianca di
Rimini, ed alloggiavo a casa di un mio cugino più grande che mi aveva aiutato a trovare quel
lavoretto.
Era la prima vacanza indipendente, lontano dai miei, e mi ripromettevo di fare follie.
Avevo fatto amicizia con un ragazzo scozzese e con lui ogni sera, ogni notte, facevamo nuove
esperienze.
Le ragazze sembrava che fossero lì ad aspettarci da sempre, era difficile che non si arrivasse al
dunque già la seconda, o terza, volta che ci si incontrava.
Certo Jack lo scozzese, rosso, era un bestione ma anch’io abbronzato e dopo un anno di palestra mi
difendevo bene.
A metà agosto ci procurammo due inviti per la festa di compleanno della contessina Burlenghi (il
nome è di fantasia, la contessina no).
Per l’occasione Jack, che ormai s’era trasferito da me da qualche giorno, mi consigliò di depilarmi
per mettere meglio in rilievo le masse muscolari come faceva lui da anni.
Ci aiutammo reciprocamente per la depilazione, facemmo una doccia e con i nostri vestiti più
aderenti andammo alla festa che si preannunciava ricca di possibilità cuccatorie.
All’inizio la festa si rivelò una mezza delusione, tutto in etichetta, tutto organizzato, molti nobili
genitori che affollavano la pinetina privata.
All’una di notte fu servita la torta al bordo della piscina grande e dopo qualche bicchiere di
champagne molti cominciarono a salutare ed andar via.
Avevo perso di vista Jack, mentre non perdevo di vista una deliziosa biondina di cui non sapevo
definire l’età perchè sotto un viso dolce, quasi infantile, mostrava un corpo niente male.
Mentre la gente diminuiva cercavo di farmi notare dalla ragazza ma intuii che questa
volontariamente mi ignorava.
Non sapevo che fare, la serata era ancora calda e lo champagne stava facendo il suo effetto, andai
un po’ distante fra gli alberi per togliermi la maglietta e rimanere più fresco in canotta.
Nel toglierla sentii dei rumori provenire da dietro un cespuglio, in silenzio mi avvicinai attratto da
quei mugolii che riconoscevo sempre meglio.
Infatti, era Jack che po-derosamente stava scopando con una signora dell’alta società.
Mi allontanai delicatamente e mi sedetti sul bordo della piscina piccola mentre con la mano
massaggiavo il mio membro e lo liberavo mentre cresceva ripensando alla vista di prima.
Ero tentato, in fondo con Jack avevamo fatto trio più volte le sere precedenti, mi specchiai
nell’acqua mi vidi più bello e prestante del solito, mi feci coraggio, mi alzai, mi voltai …e mi
ritrovai di fronte la ragazza di prima che mi aveva seguito.
Istintivamente misi le mani sulla patta dei pantaloni, per coprirmi, ma lei mi fece cenno – con un
dito – di tacere, si avvicinò e mi tolse la canotta.
Le sue mani cominciarono a scorrere sulla mia pelle glabra, che sensazione ! dei brividi sottopelle
pervadevano tutto il mio corpo.
Dai bicipiti passò ai pettorali, quasi massaggiati da un movimento rotatorio che si concluse sui
capezzoli …un pizzicotto, un bacio …ero in estasi …e poi le sue mani cinsero il mio torace toccando
la schiena. Le sue labbra fra i miei seni, la sua lingua umida che scendeva lungo gli addominali
…hummm …ero bloccato ed incredulo nello stesso tempo mentre il mio pene con forza voleva
partecipare.
La rialzai, la penetrai in bocca con la lingua mentre la spogliavo ad occhi chiusi.
Ripetei quasi i suoi gesti …le succhiai i seni e portai la mia faccia di fronte alle sue mutandine di
pizzo ormai umide, le tolsi, stavo per affondare in lei la mia lingua quando mi sentii tirar su a mia
volta.
Ero ancora preso dalle sensazioni che mi dava la mia “nuova pelle” quando mi sfilò i pantaloni, io
mi tolsi i mocassini con i piedi stessi, ero in costume da bagno (indossato per ogni evenienza)
quando mi trascinò nella piscina.
Lì all’ingresso dove l’acqua superava appena la cintura mi abbassò il bianco costume mentre il mio
pene si ergeva con la punta fuori dall’acqua.
Dopo un attimo la sua bocca cinse il glande mentre le sue mani giocavano sott’acqua con le mie
palle, sentivo che stavo per esplodere, l’aiutai portando la mia mano sulla sua testa, …sentii lo
sbattere sul pelo dell’acqua… venni, profondamente, …mi accasciai esausto, nelle sensazioni più che
nelle forze.
Mi sdraiai per terra, sul bordo della piscina, con le gambe aperte nell’acqua mentre lei continuava ad
estrarre da me fino all’ultima goccia di sperma.
Quando riaprii gli occhi vidi Jack e la signora che ci guardavano, …Jack – dissi – ed in quel mentre
la ragazza smise di succhiare e disse “mamma!”.
E sì si trattava proprio di sua madre, la quale però non si scompose per nulla e ad un gesto di Jack
entrarono in piscina, e ci separarono.
La serata cominciata con nuove sensazioni di pelle, proseguì in un modo imprevedibile, in un’orgia
di piaceri indescrivibili.

La figlia era brava, ma la mamma …

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