Dalla mia ginecologa

Ciao a tutti! Sono Silvia P. , ho 19 anni, e fantastico abbastanza spesso di avere rapporti lesbici, specialmente con donne più mature: una di queste è senza dubbio la mia ginecologa. Mi ricordo che , quando ho incominciato ad averne bisogno, la mia mamma mi portò dal suo ginecologo, un uomo vecchio e gelido come il metallo dei suoi strumenti… mi visitò, mal’esperienza per me fu così brutta che mi rifiutai di andarci ancora.Allora, dato che per una ragazza è importante averne uno, i miei si rivolsero al medico di famiglia che si decise a parlarmi al riguardo: mi disse che, se poteva farmi sentire più a mio agio, una sua nipote aveva appena aperto uno studio di ginecologia; era giovane, ma soprattutto donna, così non avrei avuto nessun problema di imbarazzo.

Così ci andai, trovandola incredibilmente simpatica, e da allora siamo diventate come amiche: lei ora ha trentaquattro anni, è una donna alta, piuttosto piacente e rigorosamente single.Quando persi la verginità a diciassette anni fu la sola “adulta” a cui raccontai tutta la storia, anche ipiù piccoli particolari… lei mi ascoltava con dolcezza mista a professionalità, facendomi domande precise e intime, a volte anche strane per un medico (tipo se mi era piaciuta quella o quell’altra cosa,come avevo reagito io, etc).Anch’io le ponevo delle domande sulla sua prima volta, e lei con gentilezza e complicità me ne parlò, guadagnandosi la mia fiducia.Insomma, come hai capito, non solo mi piace come tipo di donna, ma mi dà sicurezza e uno strano piacere quando mi tocca per visitarmi, a volte anche un po’ rudemente, tastandomi con le lunghe dita le pareti vaginali.

Così la sera, soprattutto le prime volte che ci andavo, mi mettevo a fantasticare su di lei, e su come le piacesse visitare una ragazza giovane e carina come me…Bene adesso è una di quelle volte, una visita di controllo, ed io sono nel suo studio, mi sto spogliando anche sopra perché mi deve “palpare il seno”, una cosa di cui noi donne abbiamo un po’paura, sai. Bè, oggi lei ha l’aria un po’ strana, come sopra pensiero, mi osserva togliere la camicetta e la gonna,poi anche la biancheria intima.

Quando faccio per stendermi sul lettino, lei mi ferma dicendomi che prima vuole controllare una cosa, perché i miei hanno nutrito qualche dubbio al riguardo… così mi fa stendere a pancia sotto,con le gambe lievemente divaricate; a me batte forte il cuore perché non vorrei che prendesse qualche strumento strano che fa “male”, come il divaricatore vaginale.Ma lei incomincia a tastarmi i fianchi, poi scivola sui glutei sodi, li stringe l’uno contro l’altro, li allarga leggermente, li massaggia, li pizzica, quasi ne valuta la consistenza con le dita; io mi accorgo dal calore delle sue mani che non si è messa i soliti guanti di gomma, e questo mi manda un interminabile brivido lungo la spina dorsale.Lei continua a toccarmi, ora sta scendendo lungo la fessura fra le natiche, su e giù, su e giù fino al buchino… quando spinge un poco il dito contro la sua apertura, come per verificarne la resistenza,quasi faccio un salto dal lettino: lei se ne accorge per forza, e mi dice di non preoccuparmi, che è una cosa che prima o poi deve succedere ad una donna; io chiudo gli occhi e mi abbandono totalmente al sorgere di un lungo e travolgente piacere.

Riprende a carezzarmi, ma questa volta mi massaggia il dietro delle cosce, con movimenti circolari verso l’inguine che a volte mi sfiorano il pelo soffice attorno alle labbra: io mi rilasso con un rumoroso gemito gutturale, e sento di perdere un po’ di “miele”, che inevitabilmente cola sulla carta assorbente che ricopre la superficie del lettino; poi, con un movimento improvviso e brusco, mi divarica completamente le cosce, e mi lascia lì, oscenamente esposta al suo sguardo, ed ai suoi strumenti “di tortura”.Non so dirvi quanto aspetto in quella posizione, ma quasi mi prende un infarto non appena sento appoggiarmisi contro il buchino del culo la superficie gelida di un qualche cilindretto di metallo…Da dietro sento la sua voce che mi spiega in tono professionale quello che ha intenzione di farmi…la chiama “un’ispezione anale”, e prima deve infilarmi dentro una specie di termometro, per misurare la mia temperatura “interna”; solo che a contatto con l’apertura dell’ano mi sembra più grosso di un termometro…Lentamente, con un leggero movimento rotatorio, sento penetrarmi nel culo quel lungo termometro asciutto; lo sento prima forzarmi la pelle delicata del buchino, allargarmela, quasi strapparmela,piano piano farsi strada dolorosamente in essa, il metallo freddo come il ghiaccio trafiggermi come se fosse fatto di mille spilli acuminati che mi incidono la carne… no, mi lamento e mi dimeno, tanto che lei è costretta a legarmi le cosce e la vita alle cinghie imbottite del lettino: dice che devo starei immobile, sennò potrei rompermi dentro il vetro del termometro.Io continuo a dimenare il sedere con dentro quella cosa, le dico che mi brucia tanto, da morire, che mi aiuti, ma dentro mi sento un fuoco, e quella è una piacevole sofferenza… lei, senza scomporsi tanto, estrae il cilindretto di metallo con un movimento veloce che mi toglie il fiato… penso al mio culetto ancora aperto, violentato da quel suo brutale strumento… lei mi ci struscia contro una garza,dice che ho perso qualche goccina di sangue, ma è normale

.Pensava, dice, che non fossi più vergine là, che una ragazza carina come me avesse avuto più occasioni per gustare quel tipo di piaceri.

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